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Difficoltà legate alla genitorialità

  • L’idea che fare i genitori oggi sia difficile e complicato è molto diffusa.
    In realtà quando si fanno affermazioni di questo tipo si intende dire che è più difficile e complicato di alcuni anni fa’.
    E’ infatti vero che fare i genitori è sempre stato difficile ma ora anche di più.
    Cosa è cambiato dunque da complicare ulteriormente questo ruolo?
    Da alcune decine di anni si sono profondamente modificate le idee sul ruolo e sui compiti dei genitori (si potrebbe dire sul ruolo degli adulti in generale) e sul ruolo e sui diritti e doveri dei figli.
    Questi cambiamenti sono stati essenzialmente i seguenti:  i giovani  non hanno più accettato un tipo di relazione tra genitori e figli caratterizzata da rigidità, eccessiva severità, assenza di comunicazione e di spiegazioni, regole imposte e mai discusse e tantomeno condivise. La messa in crisi di quei valori tradizionali ha creato un certo vuoto di regole, relazioni, valori che hanno portato ad alcune delle difficoltà che gli adulti riscontrano oggi nei confronti dei figli e dei giovani in generale.
    Alla messa in crisi di quei valori e di quei modelli, che è bene sottolineare ormai non funzionavano più, non ha fatto seguito tuttavia l’adozione di altri valori, regole e modelli di relazione e di comportamento. Ciò ha creato un vuoto di riferimenti e di idee che costituiscono ancora oggi uno dei principali motivi delle difficoltà genitoriali.

    Per crescere sani, sereni e sicuri i bambini abbiano bisogno essenzialmente di due cose: cura e protezione da un lato, guida e regole da seguire dall’altro.
    Le une senza le altre non funzionano. I rapporti dove ci sono solo le cure e la protezione rischiano infatti di produrre difficoltà legate alla troppa disponibilità, al tutto è permesso, alla accettazione incondizionata del figlio, compresi alcuni comportamenti irregolari. Questa scelta caratterizzata dalla prevalenza della disponibilità e della protezione rischia perciò di portare ad atteggiamenti dove il figlio non trova più limiti e non riconosce i binari all’interno dei quali può muoversi in maniera regolare e corretta.
    Dall’altra parte la scelta di uno stile educativo e di relazione genitore/figlio caratterizzato da prevalente severità, da regole rigide fissate senza alcuna discussione, da ruoli fissi e stereotipati può essere altrettanto negativa e portare a risultati insoddisfacenti. Perchè il figlio non si sente capito, ha l’impressione di non valere, che nulla gli è permesso al di fuori di quanto pensano i genitori. Che può essere accettato solo se si adegua passivamente alle richieste dei genitori. La conseguenza in questo caso può essere la chiusura in se stessi, la eccessiva insicurezza, la difficoltà a esplorare dimensione non note, o al contrario, la eccessiva rabbia per come si è considerati che può sfociare in aggressività contro sé ma anche contro gli altri. Nei casi più gravi anche contro i genitori.
    Entrambe le scelte se sono fatte in maniera rigida e radicale portano dunque a difficoltà sia psichiche che comportamentali. Il bambino, come detto, ha infatti bisogno di entrambi i valori citati: ha bisogno di essere accolto ma allo stesso tempo guidato, di essere protetto ma allo stesso tempo lasciato andare, ha bisogno di avere un rifugio sicuro (la casa, i genitori) ma di poter esplorare il mondo. Ha bisogno di saper gestire il vicino e il noto e allo stesso tempo non aver paura di affrontare lo sconosciuto e il lontano.

    Difficoltà genitoriali dovuti a comportamenti incongruenti e poco chiari dei genitori.  Accade a volte che se uno dice una cosa l’altro dice il contrario, se uno dice che si può l’altro dice che non si può e così via. In questo caso il figlio si trova in mezzo a idee e valori diversi e già questo costituisce un problema. Cosa debbo e posso fare se quello che mi viene detto è contraddittorio, se facendo in un modo rendo contento uno dei miei genitori ma l’altro no?
    A questo proposito è bene fare una precisazione. La cosa più deleteria per un figlio non è tanto che i genitori abbiano una idea diversa su alcuni aspetti, su scelte e comportamenti. Ciò accade nelle migliori famiglie. La cosa grave è che queste differenze non siano chiare e soprattutto che vi sia una lotta nascosta tra i due su chi deve comandare in famiglia. In effetti è soprattutto questo che fa star male il figlio: non che il padre e la madre la pensino diversamente. Se le cose sono chiare sono accettate. Il pericolo è costituito dal fatto che le cose non sono dette chiaramente e assumono un significato per cui se il figlio segue una certa linea fa contento un genitore scontentando l’altro che vive la scelta del figlio come un torto verso di sé e una mancanza di rispetto.
    In questi casi qualunque cosa faccia il figlio sbaglia. Si trova in ciò che viene chiamato un doppio legame, un comportamento impossibile.
    Le situazioni più gravi caratterizzate da queste caratteristiche comunicative possono portare il figlio a situazioni di gravissima sofferenza e disagio che possono sfociare addirittura in chiari scompensi psichici.
    Il lavoro sulla genitorialità può comprendere l’utilizzo di colloqui di sostegno alla genitorialità e Gruppo di sostegno alla genitorialità “Prendersi cura di sé per prendersi cura dei propri figli”