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Difficoltà Scolastiche

  • Così come ogni individuo è diverso da un altro, differente per ciascuno sarà lo stile di apprendimento delle conoscenze. 
    Per questo motivo quando si parla di difficoltà di apprendimento non si parla necessariamente di incapacità di apprendimento: l'individuo infatti potrebbe possedere gli strumenti necessari per imparare, ma non essere in grado di usarli correttamente. 
    Di fronte ad un nuovo apparecchio è utile, se non necessario, servirsi del libretto delle istruzioni per apprenderne il corretto funzionamento: allo stesso modo, per aiutare l'individuo con difficoltà di apprendimento, un primo intervento consiste nell'allenarlo a capire e guidare il funzionamento della propria mente.
    Obiettivi, motivazione, autostima, emozioni sono elementi centrali che condizionano l'apprendimento: per questo è necessario indentificarli, valutarne l'impatto sulle prestazioni e, infine, cercare di rimodellarli a proprio vantaggio.


    Perché un alunno con buon potenziale di apprendimento potrebbe non dare i risultati che ci si aspetterebbe da lui?

    In questi casi non è semplice identificare le cause sottostanti le scarse prestazioni. Potrebbero esservi problematiche in vari ambiti:

    • funzioni esecutive (le funzioni alla base della pianificazione, della creazione di strategie. Più in generale sono quei processi cognitivi alla base del problem solving),
    • abilità metacognitive (il modo in cui si impara)
    • fattori motivazionali (stile attributivo, senso di autoefficacia, obiettivi di apprendimento, teorie del Sé, autostima)
    • fattori emotivi (stati d’ansia, sentimenti di tristezza)

    Intervento
    E’ opportuno rivolgersi ad uno specialista per effettuare una diagnosi accurata e per individuare un tipo di intervento mirato.
    Il termine DIFFICOLTÀ di APPRENDIMENTO è piuttosto generico e privo di un significato preciso in ambito scientifico, indica varie tipologie di problematiche scolastiche che possono impedire, ostacolare o semplicemente rallentare il normale processo dell’apprendere. Quindi, con questo termine si fa riferimento ad una qualsiasi difficoltà incontrata da un alunno nel corso della sua carriera scolastica derivante da uno o più fattori che possono riguardare sia lo studente (caratteristiche della personalità, stile di vita, motivazione) sia il contesto (caratteristiche socioculturali dell’ambiente, aspetti familiari, qualità dell’istituzione scolastica).

    Quando, però, ci si trova di fronte a problematiche più gravi e meglio definite, gli studiosi del settore le distinguono da quelle più generali sopra descritte indicandole come DISTURBI DELL’APPRENDIMENTO. Vengono così definite particolari problematiche riconducibili ad un deficit, ad una disfunzione o ad un ritardo nello sviluppo dell’organizzazione neurofunzionale. Tale distinzione è fondamentale per focalizzare il problema e predisporre un intervento adeguato.

    Secondo la DEFINIZIONE presente nell’ICD-10 dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), nei bambini che presentano disturbi dell’apprendimento risultano compromesse abilità fondamentali come ascoltare, parlare, leggere, esprimersi adeguatamente e correttamente per iscritto, o svolgere calcoli matematici. In particolare, i disturbi dell’apprendimento si distinguono in specifici o aspecifici a seconda che siano associati o meno a particolari difficoltà negli apprendimenti scolastici: i DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO comprendono i disturbi legati all’apprendimento della lettura (la dislessia evolutiva e il disturbo specifico di comprensione), della scrittura (la disgrafia evolutiva e la disortografia) e dell’aritmetica (discalculia evolutiva e difficoltà di risoluzione dei problemi); quelli aspecifici includono disturbi legati a problematiche più generali, quali le difficoltà visuo-spaziali, le problematiche legate all’aspetto emotivo-relazionale e alla scarsa coordinazione motoria.

    I DISTURBI DELL’APPRENDIMENTO sono, nella quasi totalità dei casi, di natura congenita, quindi rappresentano una sorta di elemento costitutivo che accompagna il bambino fin dalle prime fasi del suo apprendimento. Le modalità normali di acquisizione delle capacità in questione sono alterate già nelle fasi iniziali dello sviluppo. Egli, infatti, deve acquisire nuove abilità, come lettura, scrittura e calcolo, partendo da un assetto neuropsicologico che non favorisce l’apprendimento automatico di quei costrutti. Inoltre, assodato che questi disturbi sono riconducibili ad abilità o alterazioni neurofunzionali non riparabili in sé, l’obiettivo della riabilitazione non deve essere centrato sulla scomparsa del sintomo, bensì sulla riduzione della difficoltà. Si tratta dunque, per quanto concerne i bambini con DSA, di aiutarli a raggiungere le competenze sufficienti per concludere con successo il ciclo dell’obbligo e potersi anche iscrivere all’Università.

    Il bambino con DIFFICOLTÁ DI APPRENDIMENTO non presenta, per quanto riguarda le funzioni implicate nell’apprendimento, deficit generalizzati: più spesso si caratterizza per LACUNE SPECIFICHE, che solamente un’osservazione in grado di evidenziare le differenze “intraindividuali” riesce a precisare (criterio della disomogeneità). Il bambino può presentare competenze disomogenee nei diversi ambiti disciplinari d’apprendimento (ad esempio le sue prestazioni possono essere buone nell’area matematica, ma non in quella linguistica) oppure anche nell’ambito della stessa disciplina (ad esempio nell’area matematica buone competenze di calcolo, ma non di problem solving).

    C’è un unico disturbo dell’apprendimento che non ha una base organica ed è l’impotenza appresa: l’imparare cioè “che non sono capace”. Se un bambino vive ripetute difficoltà, se non addirittura fallimenti scolastici, si convince di non possedere le abilità per affrontare quel determinato compito e che qualunque cosa faccia sia inutile. Questo, come è noto, ha delle conseguenze sugli aspetti emotivi, sulla motivazione, sull’autostima pertanto l’apprendimento si blocca. Bisogna interrompere il prima possibile questo circolo vizioso attraverso adeguate strategie educative Il potenziamento educativo e una riabilitazione specifica effettuata da educatori competenti rovescia l’impotenza appresa che si trasforma in auto-competenza, forza e autostima.